Lisbona, dall'Elevador de Santa Justa. Era il marzo del 2003, stava per scoppiare la guerra in Iraq...
martedì 29 maggio 2007
...dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare
Lisbona, dall'Elevador de Santa Justa. Era il marzo del 2003, stava per scoppiare la guerra in Iraq...
lunedì 28 maggio 2007
...quel filo attorto dalla realtà
Un indice puntato
dalla ruggine del cielo.
Comparve nel luogo convenuto
come il fato.
“Meno un quarto. Ho tardato?”
“La morte non attende.”
Troppo, troppo calcolati
il tono, lo slancio.
Su ogni ciglio una sfida.
Le labbra contratte.
Troppo, troppo profondo
l’inchino, cordiale il saluto.
“Meno un quarto. Puntuale?”
La voce mentiva. Il cuore
sale alla gola: che ha?
Il cervello: è un segnale…
Cielo di brutte notizie, di latta
arrugginita.
Aspettava al solito posto.
L’ora: le sette.
Quel bacio senza rumore:
labbra di sasso –
così si bacia la mano
ai morti, alle signore…
Gente frettolosa.
Gomiti nei fianchi.
Troppo, troppo odiosa
urlò la sirena.
Ululò, guaì come un cane
- stizzita, a lungo. (Troppo:
esagerazione della vita
nell’ora della morte.)
E tutto quanto ieri – alla mia altezza,
di colpo si misura al cielo.
(Esagerato, esagerato, cioè:
in tutta la statura!)
Dentro di me: caro! caro!
“Che ora è?” “Le sette e un minuto.
Al cinema oppure?...”
Come un boato: “A casa!”
(da Poema della fine, Marina Cvetaeva, 1924)
E' la cronaca di una lacerante separazione imposta dalla vita, una delle tante che Marina Cvetaeva dovette sopportare. Marina era una donna passionale ed ebbe una vita difficile e dolorosa.
Leggete attentamente e senza nessuna fretta il primo capitolo di questo appassionante poema. Va assaporato, fatto passare minuziosamente per ogni piccolo meandro del cervello, e soprattutto dell'anima. Riprendetelo dopo alcuni giorni, o dopo mesi, anni. I versi a volte passano lievi, altre si sedimentano e rivelano la loro bellezza soltanto allora. Tutto, ovviamente, dipende dal nostro modo di recepirli.
venerdì 25 maggio 2007
Finistère
Eugenio mi chiede un'immagine che renda la solitudine che sente in questo momento e che niente e nessuno riesce a colmare. Tra i luoghi che ho visitato finora la Bretagna rappresenta senz'altro uno dei più "naturalmente" malinconici. Quando si arriva alla Point du Raz, davanti all'oceano, ci si sente di essere veramente ai confini del mondo conosciuto.
La leggenda narra che proprio al largo di quelle coste, sorgeva la città di Ys.
La città, governata dal re Gradlon e circondata dalle acque, era protetta da un ingegnoso sistema di dighe che impedivano all'oceano di sommergerla.
Gradlon aveva una figlia bellissima, di nome Dahut, che un giorno si innamorò di un bellissimo straniero giunto sull'isola da un paese lontano. Il giovane chiese a Dahut, come pegno d'amore, le chiavi che permettevano di aprire le dighe della città e che solo il re possedeva. La principessa, disubbidendo al padre, consegnò le chiavi al suo innamorato.
Lo straniero, sotto le cui sembianze si nascondeva il demonio, aprì subito le dighe e la splendida città di Ys fu sommersa dalle acque insieme al suo popolo.
Gradlon fuggì portando con sé l'amata figlia. Lungo la strada, però, Dio gli parlò e gli ordinò di gettare in mare la fanciulla, ormai posseduta dal demonio. Il re ubbidì e, raggiunta la costa della Bretagna, fondò la città di Quimper.
Tra le acque impetuose dell'oceano, Dahut si trasformò in una sirena - Marie-Morgane - che da allora seduce con il suo canto i marinai e li trascina con sé sul fondo del mare.
giovedì 24 maggio 2007
mercoledì 23 maggio 2007
La Germania si prepara al G8

Pare che nei giorni scorsi la polizia tedesca abbia prelevato campioni di odori corporei da alcuni contestatori anti G8. I sospetti hanno ricevuto dei tubetti di metallo da stringere per alcuni minuti nelle mani. Le prove olfattive così raccolte, conservate in contenitori di vetro, possono essere utilizzate per addestrare dei cani speciali a riconoscere i manifestanti e, in caso di necessità, a inseguirli.
La notizia ha provocato lo sdegno dei socialdemocratici della Spd e dei Verdi che hanno sottolineato come una simile procedura ricordi i metodi della Stasi. "E' già abbastanza grave - ha spiegato Wolfgang Thierse (Spd), vice presidente del Bundestag (la camera bassa del parlamento) - che debba sopportare, intorno al luogo del vertice, una recinzione metallica di alcuni chilometri, che mi riporta alla mente il muro di Berlino".
Il ministro degli Interni tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha invece difeso il prelievo degli odori corporei: "In precisi casi è un mezzo per identificare dei possibili indiziati".
La procura federale ha precisato che i campioni sono stati presi da cinque o sei sospetti, con l'obiettivo di confrontarli con le tracce ritrovate sui luoghi di alcuni attentati incendiari o sulle lettere di rivendicazione.
Il vertice del G8 si terrà dal 6 all'8 giugno ad Heiligendamm, sulla costa baltica tedesca.
La notizia ha provocato lo sdegno dei socialdemocratici della Spd e dei Verdi che hanno sottolineato come una simile procedura ricordi i metodi della Stasi. "E' già abbastanza grave - ha spiegato Wolfgang Thierse (Spd), vice presidente del Bundestag (la camera bassa del parlamento) - che debba sopportare, intorno al luogo del vertice, una recinzione metallica di alcuni chilometri, che mi riporta alla mente il muro di Berlino".
Il ministro degli Interni tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha invece difeso il prelievo degli odori corporei: "In precisi casi è un mezzo per identificare dei possibili indiziati".
La procura federale ha precisato che i campioni sono stati presi da cinque o sei sospetti, con l'obiettivo di confrontarli con le tracce ritrovate sui luoghi di alcuni attentati incendiari o sulle lettere di rivendicazione.
Il vertice del G8 si terrà dal 6 all'8 giugno ad Heiligendamm, sulla costa baltica tedesca.
Lasciami qui lasciami stare lasciami così
Visto che oggi sono sul malinconico, vi propongo questo video dei CCCP con la struggente voce salmodiante di Giovanni Lindo Ferretti. Sono fiera di essere riuscita a maneggiare il mezzo e alla fine a postare (si dice così?) il video.
lunedì 21 maggio 2007
Il sogno
Scendo – stordita – senza ringhiere:
scala infinita.
Acido sbirro, il sogno rovista
i miei misteri. Spenti
i vulcani? Freddi i crateri? Ah, non credere
alla morte delle passioni…
Attento carceriere, su e giù per la prigione,
Morfeo misura i cuori. Ehi, voi,
squallore collettivo!
Che non conoscete la rovina
giù dai tetti! Né – sdraiati sui piumini –
le metamorfosi del volo! Un tonfo:
si incrina il guscio della vita
con la zavorra di mariti e mogli.
Vigile aviatore sulla città nemica –
l’anima sorvola il sogno. Il corpo
sbarra invano ogni sua porta:
già canta il sangue nelle vene.
Con precisione da chirurgo il sogno fruga
le mie ferite. A nudo!
Autopsia…E neanche un buco lassù
in galleria, per celare ai miei occhi veggenti…
Confessore immorale, il sogno rimesta
tutti i miei segreti…
(Marina Cvetaeva, 1924)
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