mercoledì 17 marzo 2010

ombre bianche...

When I was a young boy I tried to listen
And I wanna feel like that,
Little white shadows blink and miss them
Part of a system, I am

If you ever feel like something's missing
Things you'll never understand,
Little white shadows sparkle and glisten,
Part of a system, a plan

All this noise I'm waking up
All this space I'm taking up
All this sound is breaking up

Ooh oh ooh

Maybe you'll get what you wanted
Maybe you'll stumble upon it
Everything you ever wanted
In a permanent state

Maybe you'll know when you see it
Maybe if you say it you'll mean it
And when you find it you'll keep it
In a permanent state, a permanent state

When I was a young boy I tried to listen,
Don't you wanna feel like that?
You're part of the human race
All of the stars in the outer space,
Part of a system, a plan

All this noise I'm waking up
All this space I'm taking up
I cannot hear you're breaking up

Woaaooh

Maybe you'll get what you wanted
Maybe you'll stumble upon it
Everything you ever wanted
In a permanent state

Maybe you'll know when you see it
Maybe if you say it you'll mean it
And when you find it you'll keep it
In a permanent state, a permanent state

Swimmin' on a sea of faces
The tide of the human races, oh
An answer now is what I need
I see it in the new sun rising and
See it break on your horizon, oh
Come on love, stay with me

domenica 14 marzo 2010

Dream on

As your bony fingers close around me
Long and spindly
Death becomes me
Heaven can you see what I see

Hey you pale and sickly child
You're death and living reconciled
Been walking home a crooked mile

Paying debt to karma
You party for a living
What you take won't kill you
But careful what you're giving

There's no time for hesitating
Pain is ready, pain is waiting
Primed to do it's educating

Unwanted, uninvited kin
It creeps beneath your crawling skin
It lives without it lives within you

Feel the fever coming
You're shaking and twitching
You can scratch all over
But that won't stop you itching

Can you feel a little love
Can you feel a little love

Dream on dream on

Blame it on your karmic curse
Oh shame upon the universe
It knows its lines
It's well rehearsed

It sucked you in, it dragged you down
To where there is no hallowed ground
Where holiness is never found

Paying debt to karma
You party for a living
What you take won't kill you
But careful what you're giving

Can you feel a little love
Can you feel a little love

Dream on dream on

lunedì 22 febbraio 2010

The book of love

Qualche giorno fa è uscito "Scratch my back", l'ultimo album di Peter Gabriel.
Contiene questa "The book of love" dei Magnetic Fields.
La voce di Peter Gabriel rende meravigliosamente l'atmosfera e regala al brano una solennità commovente.


http://www.youtube.com/watch?v=6nZGv8VTBVE


The book of love is long and boring
No one can lift the damn thing
It's full of charts and facts and figures
and instructions for dancing.
But I
I love it when you read to me
And you
You can read me anything
The book of love has music in it
In fact that's where music comes from
Some of it is just transcendental
Some of it is just really dumb
But I
I love it when you sing to me
And you
You can sing me anything
The book of love is long and boring
And written very long ago
It's full of flowers and heart-shaped boxes
And things we're all too young to know
But I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
And I
I love it when you give me things
And you
You ought to give me wedding rings
You ought to give me wedding rings

lunedì 8 febbraio 2010

Immobile

Sono finita nell’immobile. Un po’ perché per via di un ginocchio lesionato cammino male e poco volentieri e poi perché il mio lavoro ha subito una “impasse”. Come al solito nel magico mondo della politica le fortune vanno e vengono. Mi pare che in questo momento se ne siano proprio andate.
Come accade ormai da tempo, ci sono degli eventi da attendere. I tasselli sono incastonati tra loro, se non si sistema uno non si possono collocare gli altri. Conosco questo meccanismo da tempo ed è proprio per questo che non ho fiducia in quello che accadrà.
L’immobile è nella mia testa, prima che nel mio fisico.
Prima di finire ad impazzire del tutto, mi devo rimettere a scrivere. In fondo anche scrivere di questo immobilismo può essere “raccontare un’avventura”. Un’avventura immobile.
Ho cambiato ufficio da due giorni.
Mi guardo intorno cercando di prendere le misure. Cerco di ricreare quelle confortanti stampelle che si chiamano "abitudini". Per ora queste riguardano solamente il rito del caffè la mattina e il pranzo. Mi sento spaesata, come stessi camminando sulla luna.
L’assenza di impegni pressanti rende questo soggiorno poco interessante. O almeno così è apparentemente.
Ma poi, è proprio vero che sono immobile?

mercoledì 4 novembre 2009

Il sogno




Ride ancora il tuo corpo all'acuta carezza
della mano o dell'aria, e ritrova nell'aria
qualche volta altri corpi? Ne ritornano tanti
da un tremore del sangue, da un nulla. Anche il corpo
che si stese al tuo fianco, ti ricerca in quel nulla.

Era un gioco leggero pensare che un giorno
la carezza dell'aria sarebbe riemersa
improvviso ricordo nel nulla. Il tuo corpo
si sarebbe svegliato un mattino, amoroso
del suo stesso tepore, sotto l'alba deserta.
Un acuto ricordo ti avrebbe percorsa
e un acuto sorriso. Quell'alba non torna?

Si sarebbe premuta al tuo corpo nell'aria
quella fresca carezza, nell'intimo sangue,
e tu avresti saputo che il tiepido istante
rispondeva nell'alba a un tremore diverso,
un tremore dal nulla. L'avresti saputo
come un giorno lontano sapevi che un corpo
era steso al tuo fianco.
Dormivi leggera
sotto un'aria ridente di labili corpi,
amorosa di un nulla. E l'acuto sorriso
ti percorse sbarrandoti gli occhi stupiti.
Non è piú ritornata, dal nulla, quell'alba?

Cesare Pavese


Mi piace girovagare tra le poesie, aprire a caso un libro, sfogliarlo, leggere qua e là. A volte non leggo nemmeno tutto, colgo brani a caso.
Con le poesie si può fare, non è come un romanzo del quale devi seguire la trama.
E mi piace altrettanto cambiare autore, intrecciare le storie, annegare nelle parole.
E’ una cosa che piace o non piace, non credo ci siano mezze misure. Fa vibrare qualcosa dentro, nell’anima.

martedì 3 novembre 2009

E' terra che mangio per vivere ancora...

Noi qui dentro si vive in un lungo letargo,
si vive afferrandosi a qualunque sguardo,
contandosi i pezzi lasciati là fuori,
che sono i suoi lividi, che sono i miei fiori.

Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,
ora l'unico tempo è nel tempo che colsi:
qui dentro il dolore è un ospite usuale,
ma l'amore che manca è l'amore che fa male.

Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato,
raccolto, abbracciato

Ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo e voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora.

Dalla casa dei pazzi, da una nebbia lontana,
com'è dolce il ricordo di Dino Campana;
perché basta anche un niente per esser felici,
basta vivere come le cose che dici,
e dividerti in tutti gli amori che hai
per non perderti, perderti, perderti mai.

Cosa non si fa per vivere,
cosa non si dà per vivere,
guarda! Io sto vivendo

Cosa mi è costato vivere?
Cosa l'ho pagato vivere?
Figli, colpi di vento...

La mia bocca vuole vivere!
La mia mano vuole vivere!
Ora, in questo momento!

Il mio corpo vuole vivere!
La mia vita vuole vivere!
Amo, ti amo, ti sento!

Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
buttata, stracciata,
raccolta, abbracciata

Questo amore della vita mia,
ogni amore della vita mia,
è cielo e voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora

venerdì 30 ottobre 2009

Sete di te m'incalza




Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.


Pablo Neruda



Nota a margine: trovo questi versi meravigliosi di una sensualità dirompente. Esprimono tutto l'inesprimibile del desiderio. La fame e la sete, il pane, la terra, il fuoco, il corpo....elementi che Neruda sviluppa spesso nelle sue poesie proprio per esprimere l'urgenza del desiderio.

Riconosco spesso me stessa e i miei desideri nelle sue parole....