venerdì 1 giugno 2007

enorme si fece il groppo del cuore


Conoscete il francese.
Dividete.
Moltiplicate.
Declinate a meraviglia.
E allora, su, declinate!
Ma ditemi:
siete capaci
di cantare assieme a una casa?
E il linguaggio dei tram lo capite?
Il pulcino umano
appena esce dal guscio
tende la mano ai libri,
ai quinterni dei quaderni.
Io, invece, imparavo l'alfabeto dalle insegne
sfogliando pagine di ferro e di latta.

(Vladimir Majakovskij, da "Amo", 1922)

2 commenti:

Eugenio ha detto...

Vladimir Majakovskij, 1922. Allora doveva lmare la mennte della classe operaia, così come gli operai limavano il loro ferro. La penna era la sua lima e gli operai protagonisti e muse. Poesie così lontane nella storia e nelle circostanze, eppure così vicine nelle emozioni. Ciò che mi rattrista è che un operaio, ancora oggi, non se la passa molto meglio di allora.

Stregazelda ha detto...

Gli operai non se la passano molto bene oggi, ma allora se la passavano ancora peggio. Ma ora ho come la sensazione che allora c'era il futuro da costruire e ci si sentiva proiettati in avanti. Oggi sembra tutto così vuoto e senza scopo.