martedì 9 ottobre 2007

Provare dolore

Come lame affilate maneggiava
quelle sue dolci parole – luminosi bagliori –
che una dopo l’altra ora mettevano a nudo un nervo
ora giocavano impudiche con le ossa –

Perché lei non aveva mai pensato – di ferire –
quella – non è faccenda d’acciaio –
una smorfia volgare della carne –
affare che a stento le creature sopportano –

Provare dolore è questione naturale –
non di buona educazione – il velo sugli occhi –
antica mortale abitudine –
semplicemente si chiudon le porte – per morire

Emily Dickinson

5 commenti:

Eugenio ha detto...

Questa volta non mi piace molto la poesia che hai scelto. Non riesco nemmeno a sentirla in profondità. La trovo un po' distante.

ubik ha detto...

Però il verso: "Provare dolore è questione naturale –
non di buona educazione" è eccezionale...

Stregazelda ha detto...

eugenio
io invece la trovo bellissima e struggente. Quel giorno mi sentivo così, sentivo di voler "chiudere le porte", le "lame afffilate" mi penetravano nella carne fino a "giocare impudiche con le ossa"...
Fai caso alle parole che usa (trovo che la traduzione sia assolutamente pertinente): lame affilate, nervo, ossa, non è faccenda d'acciaio - una smorfia volgare della carne...La trovo semplicemente perfetta per descrivere il dolore.
Prova a leggerla con più attenzione e con il cuore spalancato.

@ubik
si!!!! esatto!!!!è eccezionale!

Eugenio ha detto...

Ci ho riprovato. Ma purtroppo non mi penetra. Tra l'altro è così: una poesia o la senti o non c'è nulla da fare.

Eva kant ha detto...

Oggi questa poesia mi ha toccato profondamente...purtroppo il dolore è proprio così, non ci risparmia.