martedì 10 giugno 2008

Del mondo

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E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile,
rigoglioso di lotte, moltitudini,
splendeva pretendeva molto...
Famiglie donne incinte, sfregamenti,
facce gambe pance braccia...
Dimora della carne, riserva di calore,
sapore e familiare odore...
E' cavità di donna che crea il mondo,
veglia sul tempo lo protegge...
Contiene membro d'uomo che s'alza e spinge,
insoddisfatto poi distrugge...
Il nostro mondo è adesso debole e vecchio,
puzza il sangue versato è infetto...
E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile...
Dimora della carne, riserva di calore,
sapore e familiare odore...
Il nostro mondo è adesso debole e vecchio,
puzza il sangue versato è infetto...
Povertà magnanima, mala ventura,
concedi compassione ai figli tuoi...
Glorifichi la vita, e gloria sia,
glorifichi la vita e gloria è...
E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile...
Famiglie donne incinte, sfregamenti,
facce gambe pance braccia...

Riparto. Riparto dai CSI, Del mondo, perché è un brano che in questo periodo per me ha un senso. E con questo indirettamente rispondo a Eugenio e alle sue considerazioni sui due sessi. A Eugenio che mi dice che “ non è che i maschi sono maschilisti, è solo che il loro orizzonte, anzichè a semicerchio come per le donne, è a triangolo. Vedono solo quella figura geometrica e per millenni vi si sono fatti guidare per costruirci intorno la società e i suoi metodi e funzionamenti”. Io però direi più che “costruire”, distruggere.

A volte ho la negativa percezione che gli uomini tendano alla distruzione di trame (non intese come "macchinazioni", bensì - ricami) che noi pazientemente cerchiamo di costruire. Fili che tendiamo per raggiungerli in un dialogo impossibile. Così noi appariamo sempre così contorte, loro sempre maledettamente semplici, concentrati in quella spinta verso la quale anelano, proiettati verso il triangolo.

Le nostre differenze fisiche sono le nostre differenze mentali?

La donna che conserva/preserva (e veglia sul tempo).
L’uomo che spinge e che distrugge.

Sanguino un po’ ogni tanto, ma va bene così.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao,
hai toccato un argomento scottante,sulla quale se si comincia a discutere,si può tirar mattina.....ma io sto cominciando a pensare che può anche non essere sempre così..
ciao
naturalmente sono un femminile

dioniso ha detto...

Ho ascoltato questa canzone migliaia di volte.

Personalmente sono abbastanza convinto che un istinto (non saprei dire quanto innato e quanto acquisito) disttruttore sia molto più presente nell'uomo che nella donna.

Saluti

ubik ha detto...

Bentornata!!!
La cosa piu' importante.
Mitici CSI.
Riguardo la ditruttivita' oggi come oggi penso che anche la donna non scherza (Abu Ghraib e Se And City docet: poi ci torno pero').
Argomento che abbiamo avuto occasione di trattare e sai cosa penso: le donne sono migliori degli uomini, ma non meno distruttive.

ubik ha detto...

Dimenticavo tutti gli infanticidi delle madri (non solo Cogne, ovvio).

Anonimo ha detto...

vengo a tamponare le ferite, sono in arrivo, non mi morire dissanguata prima per favore!

ps: ne parleremo a voce, io dico solo: sono uomini. e per fortuna che sono diversi da noi.
un beso fuerte
laura

Stregazelda ha detto...

@anonimo femminile
grazie della visita, continua a venirmi a trovare...hai ragione, si può stare fino a mattina a parlare di argomenti simili!!!

@dioniso
bentrovato! L'istinto distruttore ce l'abbiamo un pò tutti, ma anche io credo che nelle donne sia prevalente l'istinto della "creazione".
Certo, a parte gli esempi che cita ubik (ma Sex and the City che c'azzecca?)

@ubik
grazie dell'accoglienza, apprezzo molto!!! credo che gli infanticidi delle donne siano casi molto estremi. Come madre devo confessare che non riesco proprio a capire come possa essere possibile, ma evidentemente ci sono ragioni molto più profonde e oscure. E terribili.

@laura
non preoccuparti, non muoio dissanguata, ho un pò di confusione in testa ma ci sono abituata!!! Ti aspetto!!!! Un beso

ubik ha detto...

ciao. Be' ho detto che ci sarei ritornato (postero' qualcosa riguardo i telefilm da me odiati e amati...e quindi affrontero' Sex and the City).
Le parti buie e terribili che portano ad uccidere un uomo, il figlio, tuo fratello sono degli archetipi spaventosi e che la tragedia e il mito greci avevano saputo individuare tant'e' che ancora oggi siamo ancora li: Medea, Medusa, ma anche Penelope e Antigone (nostre speranze).
Molto molto complesso da affrontare. E mi sono fatto pure l'idea che nei commenti e nei post e' arduo affrontare temi di questa portata, aldila di qualche provocazione lanciata per suscitare interesse e voglia di approfondire, ma trovo impossibile poter argomentare sui blog...e' una piccola constatazione che vo facendo da qualche settimana.
Per il resto spero che la confusione si assesti e lasci respirare un po'. non te lo meriti forse?
ciao ciao

Stregazelda ha detto...

@ubik
d'accordo con te su tutto. Difficile argomentare sui blog su simili temi. Il blog, come lo vedo io almeno, è uno spazio più sintetico, schematico, a effetto. No? Quanto alla confusione, spero si attenui, anche se è spesso una mia condizione costante (perciò vitale..). Ho bisogno di respirare, in effetti. Grazie.

Eugenio Marino ha detto...

Cara Strega, tu dici che l'uomo distrugge le trame che la donna costruisce. Lo dici perché nel rapporto uomo-donna l'uomo è un essere semplice e la donna un essere complesso (nell'accezione positiva del termine). Le due figure sono così anche fisicamente, per questo penso che il diaologo e l'incontro siano difficili, e nella vita quotidiana il loro incontro rappresenti uno sforzo e un impegno.
Nella mia esperienza non ho mai incontrato un uomo che passasse giorni e giorni a riflettere su ciò che una donna le aveva detto, pensando che significasse un'altra cosa o che in realtà volesse intendere il contrario o fargli capire che...

Ho conosciuto, invece, molte donne che mi coinvolgevano in pazzesche esegesi di espressioni del viso del proprio partner mentre diceva una cosa, di come muoveva le mani mentre le parlava e dove guardava, ma soprattutto del fatto che se aveva detto quella cosa in quel modo, in realtà intedeva dire che...

Ancora oggi, mi chiedo dove trovavo la pazienza per ascoltarle senza avvisare il responsabile del manicomio.

Probabilmente la mia pazienza derivava dal fatto che, nelle lunghe e inutili ore adolescenziali, trovavo il coraggio e la sfrontatezza di leggere Nietzsche, secondo il quale "le medesime passioni hanno nell'uomo e nella donna un ritmo diverso: perciò uomo e donna continuano a fraintendersi".

Ecco, questa frase di Nietzsche, nelle mie frequentazioni, era diventata una specie di comandamento. Quando poi vidi il film di Troisi, "Pensavo che fosse amre invece era un calesse", mi convinsi definitivamente che Nietzsche aveva colpito nel segno. Ti ricordi come finisce il film? Con Troisi che dice alla meravigliosa Francesca Neri la frase "non è che sò contrario al matrimonio.. è che secondo me, un uomo e una donna, sono le persone meno adatte a sposarsi, cioè troppo diversi..". Naturalmente vale anche per ogni altro tipo di rapporto. :-)

Stregazelda ha detto...

@eugenio
è che noi pensiamo sempre che dietro ci sia qualcosa e invece sconsolatamente ci dobbiamo rendere conto che non è così...con l'andare del tempo molte di noi se ne fanno una ragione e prendono quello che viene offerto per quello che è. In amore e in amicizia.